In meno di due anni un susseguirsi di progetti avviati nel segno della transizione verde e della qualità di vita dei cittadini
Dal nuovo piano per le ciclabili all’inclusione nel Parco dei colli, dalla riduzione del consumo di suolo fino al sostegno all’economia solidale. Il Comune dell’Isola bergamasca prosegue nella strategia della conversione ecologica. Nel segno di Alex Langer. Abbiamo chiesto al sindaco Matteo Rossi quali sono le linee guida e le principali progettualità attivate dall’amministrazione comunale per una transizione ecologica in condivisione con la cittadinanza.
Sindaco, a che punto è la strategia del Comune dopo quasi due anni di mandato?
Abbiamo aperto progetti a 360 gradi, obiettivi ambiziosi e tante piccole azioni quotidiane. C’è una frase in cui credo particolarmente: pensare globalmente e agire localmente. Significa che ogni azione, anche la più piccola, se collegata a tante altre dentro una visione comune, diventa un contributo al cambiamento di cui necessitano la nostra società e il nostro pianeta.
In quali direzioni vi state muovendo?
La nostra strategia per la conversione si basa su diversi punti. Obiettivo 90% di raccolta differenziata attraverso il nuovo contratto con Aprica, riduzione del consumo di suolo oltre la soglia di legge del 25% attraverso il nuovo Pgt (piano di governo del territorio), definizione di piste e corsie ciclabili attraverso lo strumento del biciplan, ingresso nel perimetro tutelato del Parco dei colli, coinvolgimento della popolazione nelle camminate ecologiche, adesione alla comunità energetica Flander con la quale abbiamo aperto tre configurazioni che coprono l’intero territorio, apertura del centro riuso e riciclo, promozione della cultura della sostenibilità nelle scuole, alleanze con altri Comuni come abbiamo fatto aderendo ad Agenda21 e alla Rete dei Comuni Sostenibili, sostegno all’economia solidale attraverso un mercato agricolo a Km0 e l’adesione al percorso delle Fair Trade Town.
Quali alleanze avete costruito lungo questo percorso?
Imprese, reti associative e cittadini sono i capisaldi di questo lavoro. La relazione con Aprica ci ha aiutato nel salto di qualità sulla differenziata, quella con Ceress e Flander Italia ha rafforzato la logica delle Cers, il dialogo con la Rete nazionale dei Comuni Sostenibili, con gli enti della Comunità Mosaico attorno al bando della Fondazione Cariplo, con il DessBg e con Agenda 21 ci ha dato modo di conoscere altre buone pratiche; infine il gancio europeo offerto dalla Provincia con il progetto EcoLab e la partecipazione al Forum Globale di Bordeaux ci hanno inseriti in una dimensione sovranazionale. Ma è soprattutto il rapporto con la cittadinanza, a partire dalle scuole, la chiave di una consapevolezza che via via sta crescendo.
Tutto questo lavoro dal basso non rischia di essere vanificato dalle strategie opposte delle grandi potenze mondiali che frenano nel percorso verso una transizione verde?
Di certo è una lotta, ma non ci dobbiamo arrendere, perché non agire contro il cambiamento climatico ha un costo economico e sociale soprattutto per i territori e per le persone più fragili. Oggi come sempre, per vincere la sfida servono alleanze, con la scienza, con le comunità, con la politica. Le prime due dimensioni sono pienamente consapevoli e coinvolte; sulla politica spero che i cittadini capiscano chi ci sta portando contro un muro e che lo puniscano con il proprio voto.
Anche quest’anno proporrete la manifestazione BonatEss, Bonate per l’Economia Sociale e Solidale: quali i temi al centro dell’iniziativa di maggio?
La biodiversità e l’intersezionalità saranno al centro della seconda edizione, partendo dall’idea che la diversità e l’incontro tra culture, così come il rispetto delle tante ricchezze naturali, stanno dentro un’unica visione di sviluppo di una società aperta, multiculturale, equa e solidale.





















































