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Intervista a Maurizio Martina Ministro delle Politiche Agricole con delega a Expo

Intervista a Maurizio Martina  Ministro delle Politiche Agricole con delega a Expo

A Milano 140 Paesi per un dialogo internazionale sulle sfide alimentari del pianeta

Obiettivo: sottoscrivere la “Carta di Milano 2015” il protocollo di Kyoto dell’alimentazione

L’Esposizione: “Momento unico, in un contesto sorprendente per contenuti e per bellezza architettonica”

Il giovane Ministro Maurizio Martina, classe 1978, responsabile del dicastero delle Politiche Agricole e in particolare della delega su Expo Milano 2015, fa il punto dei programmi, delle aspettative e delle sfide aperte dalla grande Esposizione Universale, manifestazione che sta entrando nel vivo e nel merito dei contenuti e del coinvolgimento di cittadini e associazioni.

 

Buongiorno Ministro Martina. Ci sono diverse idee e interpretazioni su Expo, cosa veramente sia e a cosa serva. Ora che siamo quasi alla vigilia, qual è la sua definizione di Expo?

Expo Milano 2015 è un’occasione straordinaria per discutere della sfida alimentare globale dei prossimi anni. Sarà una grande piattaforma di dialogo internazionale, un incontro fra popoli, associazioni, governi.
Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi e gli oltre 140 Paesi partecipanti sono chiamati a confrontarsi su come garantire cibo sano, sufficiente e sicuro per tutti. “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”, tema di questa Esposizione, è molto più di uno slogan: è un impegno che ci prendiamo per offrire un futuro più sostenibile alle nuove generazioni. Vogliamo che ogni visitatore esca da Expo più informato e più consapevole.

 

Ci sono opportunità economiche, politiche, culturali e turistiche legate a questo evento. Quali sono i veri destinatari di Expo 2015? Quali sono gli attori protagonisti di una simile manifestazione?

Questo evento è di tutti, perché il tema dell’alimentazione ci riguarda da vicino. Imprese, cittadini, associazioni, mondo accademico e ovviamente istituzioni: ciascuno deve fare la sua parte.
A cominciare dalla sottoscrizione della ‘Carta di Milano’, vera e propria eredità di Expo Milano 2015 che, per la prima volta nella storia delle esposizioni, tutti potranno firmare. Non sottovalutiamo poi l'importanza dei giovani, anche loro chiamati a un ruolo attivo dentro e fuori l’Esposizione, attraverso percorsi mirati e un programma di educazione alimentare già avviato nelle scuole.
Ma penso anche ai ricercatori, in particolare a quelli italiani, alle imprese che sapranno presentare soluzioni innovative e tecnologie moderne legate a una produzione del cibo sempre più sostenibile.

 

Il nostro periodico si chiama da questo mese “InfoSOStenibile” e intende diffondere ai lettori un’informazione propositiva su stili di vita e d’impresa più sostenibili. Lei trova ci sia una giusta proporzione tra l’aspetto economico-commerciale (e turistico) e l’aspetto “culturale” della tematica di Expo, così legata al concetto di sostenibilità?

Nelle prossime settimane si scoprirà l'anima di Expo e il tema della sostenibilità sarà centrale. Si è parlato molto in questi mesi dei contenuti, al di là degli aspetti più materiali. Il nostro impegno è massimo in tal senso. L’Italia può dire la sua, portando esperienze concrete e i risultati che già oggi caratterizzano il nostro modello agricolo.

 

Qualche esempio?

L’agricoltura italiana usa sempre meno fertilizzanti, produce il 35% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla media europea e un ettaro su 10 da noi è biologico. Sostenibilità e biodiversità sono due parole che fanno parte del nostro Dna, sono il nostro tratto distintivo.

 

Quali sono gli elementi di forza dell’agricoltura italiana?
Cosa pensa riguardo alle dimensioni delle nostre aziende agroalimentari e all’efficacia della filiera italiana produzione-trasformazione-distribuzione?

Il sistema agroalimentare italiano vale 260 miliardi di euro, oltre il 17% del Pil nazionale, e trova il suo cuore pulsante proprio nell’esperienza agricola. Siamo leader in Europa per numero di prodotti di qualità, ma abbiamo ancora un enorme potenziale. Per essere più competitivi, affrontare il tema dell’organizzazione della filiera è cruciale, perché le nostre aziende hanno tendenzialmente piccole dimensioni, ma sviluppano grande valore aggiunto. Vogliamo trasformare questo limite in un punto di forza, ad esempio favorendo l’aggregazione delle aziende. Il lavoro che stiamo portando avanti come Ministero va proprio in questa direzione. Il nostro obiettivo è mettere in campo il maggior numero di strumenti utili, come ad esempio i contratti di filiera e le reti d’impresa, per far crescere i rapporti tra i vari soggetti coinvolti.

 

C’è molta aspettativa per il settore turistico. È fondata?

Expo sarà un evento di portata mondiale che attirerà turisti da ogni parte del globo. Fino a ora sono oltre 8 milioni i biglietti venduti, oltre un milione di questi in Cina. Il nostro obiettivo è attirare circa 20 milioni di persone.
Si stimano circa 5 miliardi di euro di indotto solo per il turismo e già oggi ci sono degli operatori che hanno prenotato 1 milione di notti in Italia.
Saremo pronti ad accoglierli e a mostrare loro la potenza delle nostre eccellenze. Fondamentale, dal punto di vista ricettivo, sarà il ruolo giocato dal progetto “Expo e territori”, grazie al quale collegheremo Milano, centro dell’evento, con le altre regioni italiane. L'obiettivo è quello di presentare e valorizzare il patrimonio produttivo e scientifico delle diverse filiere agroalimentari insieme a quello culturale e artistico, ai siti Unesco, ai beni paesaggistici e naturalistici, alle strutture di accoglienza e ricettività presenti nel territorio italiano.
Sarà una grande occasione per sperimentare circuiti di attrazione turistica che rimarranno come patrimonio per il nostro Paese anche dopo Expo.

 

Quali sono i programmi pre-Expo per le prossime settimane? Su cosa state lavorando?

Il 7 febbraio daremo vita a “Expo delle idee”, un evento che coinvolgerà oltre 500 esperti, in 40 tavoli di lavoro su 4 aree tematiche: le dimensioni dello sviluppo tra equità e sostenibilità; cultura del cibo; agricoltura, alimenti e salute per un futuro sostenibile; rapporto tra smart e slow city. Entro la fine di febbraio avremo una prima versione della “Carta di Milano”, la prima eredità dell'Esposizione universale. Il documento rappresenterà un atto di impegno che vedrà protagonisti, per la prima volta, istituzioni, imprese, associazioni e l'intero sistema delle organizzazioni internazionali, come l'Onu, dove alla fine il documento approderà. Soprattutto coinvolgerà i semplici visitatori che avranno la possibilità di firmare la carta: una nuova mentalità sulla lotta agli sprechi alimentari deve partire dal basso, dalle famiglie, dai cittadini.

 

Il padiglione Italia: ci descriva le caratteristiche con tre aggettivi.

Unico, innovativo e dinamico. Il Padiglione Italia sarà infatti un punto di riferimento per tutta l’Esposizione. Vogliamo che diventi uno strumento fondamentale per mettere in luce la straordinarietà dell’Italia con una capacità reale di narrare il nostro saper fare, l’unicità del “made in Italy” e l’incredibile potenziale che abbiamo ancora da esprimere. Anche per questo abbiamo scelto il concept del “Vivaio”, con uno slogan chiaro: “Orgoglio Italia”. Sarà il luogo dove verranno rappresentate al meglio le nostre potenze. Proprio in questi giorni abbiamo presentato il “Vivaio Ricerca”, che vedrà gli scienziati italiani del Cnr impegnati in un fitto calendario di appuntamenti che dimostrano come l’Italia anche in questo campo voglia giocare un ruolo da protagonista.

 

L’1 maggio è dietro l’angolo. Il sistema italiano arriva “preparato” a cogliere le varie sfumature di questa occasione?

Arriveremo pronti per cogliere questa sfida e per far sì che Expo sia davvero la vetrina dell’Italia migliore. Abbiamo recuperato molti dei ritardi accumulati negli anni scorsi. Ricordiamoci che per l'Italia Expo rappresenta già oggi un’opportunità di crescita, con 1 miliardo di euro di investimenti stranieri e l’80% dei lavori del cantiere assegnati ad aziende italiane. E girando per i territori si percepisce l’attesa per l’evento, la consapevolezza della sua importanza. Si sente l’orgoglio di essere protagonisti.

 

Ci lasci con un invito e una motivazione a visitare Expo: “Partecipate a Expo perché…” ?

Perché sarà un momento unico in un contesto sorprendente per contenuti e per bellezza architettonica. E soprattutto per essere protagonisti della grande sfida sul futuro dell’alimentazione, che parte dai comportamenti di ognuno di noi. Penso ad esempio allo spreco alimentare: ogni anno in Europa ogni cittadino getta nella spazzatura 190 kg di cibo, con un impatto ambientale terrificante. Con Expo ogni visitatore potrà assumere un impegno preciso. Il futuro del Pianeta passa anche da Milano.

 

Diego Moratti

Febbraio 2015

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