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“Energia per resistere” e sostenere gli agricoltori palestinesi

PRIMO PIANO

La coop. Amandla e Altromercato promuovono una raccolta fondi per l'esportazione dei datteri e il finanziamento dei progetti di PARC

In Cisgiordania e nella Valle del Giordano, l'agricoltura non rappresenta soltanto una fonte di sostentamento economico, ma anche uno strumento di presidio territoriale e di tutela dei diritti fondamentali.

Una filiera agricola che resiste

Tra la fine di settembre e il mese di ottobre prende il via la raccolta dei datteri Medjoul, considerati tra i più pregiati al mondo. Per i piccoli produttori locali, tuttavia, il momento del raccolto è solo l'inizio di un percorso complesso, segnato da severe limitazioni logistiche, difficoltà di accesso alle risorse idriche ed energetiche e ostacoli continui alla mobilità.

Per evitare che i frutti vadano perduti e per consentire la loro esportazione sui mercati internazionali, è necessario completare specifiche fasi di lavorazione post-raccolta. Senza processi adeguati di stabilizzazione e condizionamento termico, la produzione rischia di degradarsi prima ancora di poter uscire dai territori palestinesi. Questa criticità ha un impatto diretto sia sui redditi dei contadini sia sulla presenza dei prodotti nelle Botteghe del Commercio Equo e Solidale in Italia.

La campagna di sostegno concreto

Per rispondere a questa urgenza, la Fondazione Altromercato ha promosso la campagna nazionale di raccolta fondi “Datteri dalla Palestina – Energia per resistere”, attiva con iniziative speciali dal 14 al 19 settembre 2026 all'interno della propria rete di vendita, ma strutturata per proseguire anche nei mesi successivi. L'obiettivo progettuale principale è raccogliere 120.000 euro da destinare al completamento dell'area per il trattamento termico dei datteri convenzionali presso la Moon Valley Date Factory di Gerico, impianto gestito dalle organizzazioni partner palestinesi PARC e Al Reef. L'intervento tecnico prevede l'installazione di sistemi per il trattamento termico, ambienti per la refrigerazione controllata e impianti ad energia fotovoltaica pensati per garantire la continuità operativa del sito produttivo.

L'adozione di fonti rinnovabili risulta cruciale in un contesto caratterizzato da frequenti interruzioni della rete elettrica e costi energetici elevati. L'adeguamento della struttura permetterà di rispettare gli standard igienico-sanitari e tecnici richiesti per l'esportazione, consentendo ai datteri di raggiungere i mercati esteri.

Sostenere questa filiera significa difendere una relazione di commercio equo costruita nel corso degli anni, fondata sulla trasparenza e sul rispetto dei lavoratori. Se la catena del valore si interrompe prima della distribuzione, perdiamo tutti: botteghe, consumatori, partner e, naturalmente, l'intera comunità locale che subirebbe una notevole perdita economica e sociale. La vendita dei datteri, infatti, garantisce la sussistenza di circa cinquanta famiglie di agricoltori tra Gerico e Jiftlik, impedendo che i terreni rimangano incoltivati ed esposti al rischio di esproprio.

Un impegno che continua

Al termine della settimana di sensibilizzazione nelle botteghe, la campagna di raccolta fondi rimane aperta. Ogni contributo continua a finanziare la realizzazione dei moduli tecnologici a Gerico e il rafforzamento complessivo dell'infrastruttura agricola. Come confermato da Fondazione Altromercato, le risorse raccolte oltre la quota necessaria per l'impianto termico verranno impiegate negli ulteriori progetti di sviluppo rurale che PARC ha in cantiere sul territorio, assicurando che ogni risorsa si traduca in un investimento a lungo termine per le comunità locali.

LA VOCE DI AL REEF A BERGAMO 

"Lavorare la terra per guardare al futuro"

Lo scorso febbraio, durante una viaggio istituzionale in Europa, Mohammed Hmidat, agronomo e direttore di Al Reef, ha fatto tappa a Bergamo per conoscere Amandla, storica cooperativa che gestisce il commercio equo e solidale locale, in cui trovano spazio anche i prodotti palestinesi.

E’ stata un’occasione per capire meglio il mondo agricolo palestinese e le difficoltà di produrre in Cisgiordania. Hmidat ha spiegato che in Palestina la figura dell'agricoltore coincide con quella della famiglia: sono i nuclei familiari a gestire la terra, a viverci e ad affrontare le sfide quotidiane di quella terra. In particolare, la logistica rappresenta un problema serio: i checkpoint e i blocchi stradali rallentano gli spostamenti e ciò comporta il rischio che i prodotti agricoli non raggiungano i centri di lavorazione in tempi congrui. I passaggi gestiti dall’esercito israeliano, infatti, non hanno regole: vengono aperti o chiusi senza preavviso e ci si può trovare bloccati per una giornata intera senza un motivo. Nonostante le difficoltà, i produttori continuano il loro lavoro e il loro impegno. Come ha riportato Hmidat: “Tutto quello che possiamo permetterci è sperare di avere un futuro. Cerchiamo di essere resilienti per le prossime generazioni e per poter vivere con dignità".

PARC: QUARANT'ANNI DI SVILUPPO RURALE, EMANCIPAZIONE E BIOLOGICO

Nata nei primi anni Ottanta su iniziativa di agronomi, tecnici e veterinari, l'organizzazione non governativa PARC (Palestinian Agricultural Relief Committee) opera nei territori palestinesi per promuovere lo sviluppo rurale, la sicurezza alimentare e l'emancipazione sociale. Fin dalla sua fondazione, PARC sostiene l'idea che il lavoro agricolo e la presenza costante dei contadini sulla propria terra costituiscano le fondamenta per la stabilità della comunità e per la dignità del lavoro rurale. Nel 1993 l'organizzazione ha istituito il Fair Trade Department per gestire i rapporti con le reti internazionali del commercio equo, creando poi nel 1998 il proprio braccio commerciale, Al Reef. Attraverso questa struttura, PARC supporta la commercializzazione e l'esportazione di olio d'oliva, mandorle, cous cous artigianale (maftoul) e datteri.

Un pilastro fondamentale dell'azione di PARC è la sostenibilità ambientale. Attraverso collaborazioni con enti di certificazione come la COAP (Company of Organic Agriculture in Palestine) e progetti di cooperazione internazionale, l'organizzazione ha accompagnato numerose cooperative nel percorso verso l'agricoltura biologica. Insieme alla produzione agricola, PARC promuove iniziative ad alto impatto sociale: la lavorazione del cous cous a Gerico, ad esempio, garantisce impiego ed emancipazione alle donne che vivono nei campi profughi, trasformando un prodotto tradizionale in uno strumento concreto di autonomia economica e riconoscimento sociale. Per approfondimenti:

alreeffairtrade.ps

amandla.it/focus/parc-palestina/

 

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