Innovazione e governance: dal dibattito di Bergamo all’evoluzione di ReTessile e ReTessile Servizi per una Responsabilità Estesa del Produttore
Il percorso verso la trasformazione circolare del settore tessile ha registrato un momento di sintesi in occasione del convegno europeo "ConnAct – Mapping Circular Economy: Flows, Skills and Opportunities across European Territories", svoltosi il 4 giugno 2026 presso il Palazzo della Provincia di Bergamo. Coordinare il workshop tematico "Textile Systems" per conto delle reti Rete R.I.U.S.E. e ReTessile ha consentito di mettere a confronto i principali protagonisti della filiera: dai grandi brand internazionali alle associazioni dell'artigianato come CNA, dagli impianti di selezione industriale e sviluppatori di tecnologia ottica fino alle cooperative sociali impegnate sul campo.
Dal tavolo bergamasco è emersa con forza la consapevolezza che il settore tessile non possa più affrontare le recenti turbolenze di mercato — contrazione dei listini, calo qualitativo dei materiali e crescita dei costi di gestione degli scarti — mediante interventi estemporanei. Le dimensioni dell'economia sociale italiana rappresentano un'infrastruttura capillare ed essenziale: solo la rete ReTessile serve oltre 11,3 milioni di cittadini in 23 province e 9 regioni, raccogliendo più di 31.600 tonnellate di rifiuti tessili all'anno e garantendo l'inserimento lavorativo di oltre 115 persone svantaggiate. Tuttavia, per garantire la tenuta economica di questo patrimonio etico ed operativo di fronte alle imminenti trasformazioni regolatorie, occorre compiere un salto di qualità sul piano organizzativo, tecnologico e normativo.
Il prossimo orizzonte e quadro normativo
Il quadro temporale entro cui questo salto di qualità deve realizzarsi è ormai definito. Durante un recente intervento, lunedì 21 settembre, il Ministro Pichetto Fratin ha espresso con fiducia la prospettiva che la pubblicazione del decreto sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il Tessile dovrebbe avvenire entro il mese di gennaio 2027. Pur trattandosi di un orizzonte programmatico che richiede il completamento di passaggi tecnici e concertativi, l'indicazione del Ministro fissa un punto cardine per l'intera filiera.
L'entrata in vigore del regolamento italiano richiede risposte strutturate. L'impostazione su cui si sta lavorando individua infatti come pilastro gestionale la stipula di specifici Accordi di Programma quadro tra il futuro Centro di Coordinamento (Corit), l'Anci, le utilities e gli operatori della filiera. L'architettura del provvedimento attribuisce un ruolo centrale alla negoziazione condotta dalle associazioni di rappresentanza e di categoria nazionali, individuate come l'interfaccia fondamentale per tutelare le imprese di raccolta e selezione e per assicurare condizioni operative eque e omogenee su tutto il territorio nazionale.
Dal presidio politico alla gestione industriale
Per rispondere a questi precisi vincoli di legge con assoluta aderenza e tempestività, il mondo cooperativo ha scelto di evolvere la propria governance attraverso una distinzione funzionale tra il ruolo politico-istituzionale e quello operativo-commerciale. Non si tratta di una scelta formale, ma di un'operazione strategica fondata su due soggetti distinti ma strettamente interconnessi:
Da un lato vi è ReTessile, che mantiene la veste di associazione di categoria e soggetto di rappresentanza politica nazionale. ReTessile garantisce la partecipazione ai tavoli ministeriali e tecnici, interloquisce con il Mase, il Corit, l'Anci e le associazioni industriali, custodendo le regole etiche, l'orientamento strategico e l'identità valoriale del movimento cooperativo.
Dall'altro lato nascerà ReTessile Servizi, organizzata come Impresa Sociale e braccio operativo-consortile della rete. Questa struttura agirà sul mercato come General Contractor ed entità di coordinamento tecnico. ReTessile Servizi centralizza l'erogazione delle prestazioni, costruisce le offerte commerciali per i consorzi EPR e per le Pubbliche Amministrazioni, supporta le partecipazioni alle gare d'appalto, standardizza la raccolta dati e garantisce il controllo di qualità e la logistica integrata.
Criteri ESG Innovazione leva di competitività
L'evoluzione coordinata di ReTessile e ReTessile Servizi incarna un'applicazione avanzata dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance), trasformando la sostenibilità da concetto astratto a parametro prestazionale misurabile:
- Sostenibilità ambientale: l'obiettivo è superare il semplice modello di raccolta per avviare un processo di industrializzazione della cernita e della pre-selezione ad alto valore aggiunto. Grazie all'adozione di impianti avanzati e alla preparazione del materiale per il riciclo tessile-su-tessile (fiber-to-fiber), la rete riduce al minimo la frazione destinata a smaltimento, garantendo la totale tracciabilità dei flussi e preservando la qualità delle fibre in conformità ai più severi standard europei.
- Impatto sociale: la dimensione etica rimane il cuore propulsivo dell'iniziativa. L'inclusione lavorativa di persone fragili viene valorizzata all'interno di processi industriali efficienti e retribuiti in modo equo, dimostrando che la transizione ecologica può e deve generare coesione sociale e lavoro dignitoso sui territori.
- Governance trasparente e tracciabilità: la rappresentanza e gestione operativa assicurano decisioni coordinate sui principi etici e la massima trasparenza nei rapporti con i sistemi collettivi e la Pubblica Amministrazione. Inoltre, l'aggregazione dei dati gestionali e la digitalizzazione delle procedure amministrative (inclusa la piena interoperabilità con il sistema Rentri) mettono al riparo la filiera da fenomeni di opacità o concorrenza sleale.
Una visione industriale per la filiera circolare
L'avvicinamento al termine di gennaio 2027 non deve essere vissuto con attesa passiva, ma come un'opportunità di consolidamento industriale. L'esperienza maturata nel workshop di Bergamo conferma che la cernita manuale qualificata svolta dall'Economia Sociale, se integrata con l'innovazione tecnologica e supportata da un'architettura societaria solida come quella di ReTessile e ReTessile Servizi, rappresenta l'anello di congiunzione insostituibile tra la raccolta sul territorio e le nuove tecnologie di riciclo.
Coniugare la forza politica di una rappresentanza di categoria con la concretezza operativa di un'impresa di servizi condivisa significa offrire al mercato, ai produttori e alle istituzioni un interlocutore unico, solido e pienamente conforme alla normativa che verrà. È questa la strada per garantire che l'EPR italiano si traduca in un vero modello di economia circolare, etica ed efficiente.
Giuseppe Finocchiaro
Presidente ReTessile


























































