Che mondo meraviglioso. Un mondo felice, vero, autentico, in cui scorgere la profonda bellezza che esiste intorno a noi.
Suggerisco di leggere queste righe, che sono in realtà un sentito augurio di fine anno, avendo nella mente e nelle orecchie la musica e la stupenda voce di Louis Armstrong, calda e rassicurante, nel descrivere la semplicità delle forme che può assumere la più ammaliante e disarmante delle verità: what a wonderful world, che mondo meraviglioso.
Può esservi d’aiuto il Qr Code che trovate nella pagina, un codice che può trasportarvi direttamente nella melodia che accompagna le ispirate parole cantate e interpretate con tanta maestria.
Ebbene sì, oggi basta un click dal cellulare per ascoltare la musica che si preferisce, quando e dove si vuole: anche questa è una delle meravigliose possibilità che abbiamo, impensabili fino a qualche anno fa, ma che come spesso accade, vengono date per scontate e nemmeno più apprezzate, così come i tanti miglioramenti che l’umanità compie decennio dopo decennio.
È più facile vedere il male, le brutture; è più eclatante il misfatto, il crimine sensazionale piuttosto che i progressi di lungo corso o la semplice quotidianità di molte persone; abbiamo gli occhi così annebbiati dall’inquinamento (spesso mediatico e mentale) che non vediamo più il mondo reale, non riusciamo più ad andare oltre e a concentrarci su ciò che di piacevole c’è in questa vita e su questo pianeta.
È più comodo denunciare, criticare o inveire addirittura in modo compiaciuto contro gli altri, i potenti, i lontani, piuttosto che dare il giusto valore al nostro agire personale, ai tanti semplici gesti che compongono il vero mondo fatto delle tante persone a noi vicine, piccoli gesti sicuramente meno clamorosi, ma più significativi, veri e appaganti.
Eppure siamo noi stessi a lasciarci sopraffare da ciò che ci condiziona negativamente e che viene amplificato a dismisura da sempre più invadenti social media, pervasivi e capaci di distorcere la percezione di ciò che veramente conta per stare bene ed essere felici.
Siamo peggio degli insostenibili mercati finanziari, i cui umori oscillano e rimbalzano a ogni sussulto di notizia, o peggio a ogni ipotesi di previsione o aspettativa, con ripercussioni che da virtuali diventano poi reali.
Molte sono le contraddizioni di questo mondo e anche noi di infoSOStenibile ne raccontiamo alcune, ma raccontiamo anche tante storie di traguardi raggiunti, di persone positive e generose, di progressi scientifici e di innovazioni incoraggianti, di associazioni e gruppi che spinti dalle più diverse motivazioni mettono cuore e impegno per un mondo migliore.
Sono ormai fisse le rubriche che parlano di arte, cultura, turismo sostenibile: in Italia in particolar modo siamo letteralmente circondati dalla bellezza, artistica e paesaggistica, siamo riconosciuti per uno stile di vita solare, generoso, creativo. Un tale ambiente e un tale stile di vita dovrebbero più facilmente tradursi in una positività assolutamente contagiosa, non in continue critiche e lamentele che invece ci contraddistinguono: una società sostenibile è una società capace di guardare al futuro con positività e fiducia.
Se non riusciamo a esserne consapevoli, a vedere che mondo meraviglioso abbiamo intorno a noi, non riusciremo nemmeno a comunicarlo e a contagiare gli altri. Siamo noi però a dover cambiare sguardo, atteggiamento, linguaggio. Dobbiamo fermarci, staccarci dall’insostenibile frenesia di un assillante presente e imparare a guardare oltre, sforzarci di essere lungimiranti e convintamente idealisti, per uscire dalla fredda e restrittiva trappola del qui e ora.
Dall’imperturbabilità del nirvana nella cultura orientale all’elogio dantesco dell’essere “tetragono ai colpi di ventura”, la ricerca di un modo per elevarsi al di sopra della caducità degli eventi è da sempre motivo di ideale ispirazione per placare le ansie e superare le contraddizioni di questa vita.
I percorsi per raggiungere la felicità, o anche solo una appagante serenità, sono personali e mutevoli, ma non possono non considerare che la meta desiderata non è un approdo lontano, ma una dimensione insita nell’attualità del nostro atteggiamento presente.
Per questo motivo l’augurio è che “l’eterno ritorno” delle festività natalizie possa essere un tempo dedicato a scorgere la meraviglia attorno a noi e la profonda bellezza di un vivere autentico. “...And I think to myself, what a wonderful world”.
Diego Moratti






















































